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Già alcune ore prima del tramonto, occorre cominciare
a cercare uno spazio asciutto, compatto, leggermente
soprelevato e inclinato, con caratteristiche valide
per fermarsi sia un solo giorno sia una settimana
(fig. 1).

Ad
esempio: un terreno argilloso non riesce ad assorbire
rapidamente l'acqua piovana, mentre un terreno
composto di ghiaia o di sabbia risulta essere
migliore.
Erba
alta e folta è indice di umidità. Non bisogna
campeggiare nei sottoboschi folti e bui. sui bordi
immediati dei fiumi o dei laghi (umidità eccessiva),
o sulla riva del mare (pericolo della marea),
all'ombra degli olmi, dei noci, dei salici.
Inoltre, non bisogna campeggiare sotto gli alberi,
perché le foglie continuano a sgocciolare anche
dopo che la pioggia è cessata, ed anche perché,
in caso di forte vento, i rami possono spezzarsi
e cadere improvvisamente. Sotto gli olmi si ha
un'ombra spessa e il pericolo della caduta di
rami; sotto le querce il terreno è umido, vi si
trovano molti insetti ed è facile l'improvvisa
caduta di rami che si credevano ancora sani.
Un terreno morbido, aerato, si trova sotto i pini
(anche se occorre fare molta attenzione all'accensione
di fuochi), oppure sotto le betulle. dove il terreno è sabbioso.
Riassumendo:
il terreno dovrà essere leggermente soprelevato
e inclinato perché le acque di ruscellamento della
pioggia non ristagnino o invadano la tenda (fig.
2); nelle immediate vicinanze vi sia disponibilità
di legna per il fuoco e per le costruzioni da
campo, e la possibilità di approvvigionamento
di acqua potabile; l'orientamento solare sia determinato
in modo da poter avere sole al mattino, proteggersene
a mezzogiorno, contemplarlo al tramonto.
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