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I Monumenti

Il palazzo Altan-Rota è sicuramente uno dei più importanti del centro storico, attualmente sede del Municipio. Fu edificato nel quattrocento per volontà di Matteo Altan, gli eredi vi abitarono fino alla seconda metà del cinquecento; poi fu affittato ai conti Marzio e Orazio Panigai che lo acquistarono nel 1611. Il palazzo fu poi suddiviso in appartamenti e affittato a più persone. Nel 1692 lo acquistò la famiglia Manzoni, alla quale subentrarono poi gli ultimi proprietari Rota.

Il palazzo è il risultato dell’aggregazione di diverse entità edilizie, si distingue un corpo edilizio principale quattrocentesco, un fabbricato ad est realizzato agli inizi del secolo e un corpo di fabbrica laterale ad ovest, sviluppatosi lungo il perimetro delle mura patriarcali. L’edificio principale conserva le caratteristiche tipiche della casa padronale veneta, splendida la facciata quattrocentesca e la loggetta sporgente. Per quanto concerne gli interni vi troviamo sontuosi saloni e stanze finemente decorate, degna di una particolare attenzione è la stanza degli stucchi che si caratterizza per il soffitto a stucco con riquadratura mistillinee a motivo rocaille.


Annesso al palazzo si trova anche un ampio giardino di interesse naturalistico.

Sito in via Altan, ricorda una prestigiosa famiglia sanvitese estinta nel settecento.

Il palazzo, ora proprietà del Consorzio Agrario, conserva dipinti di Pomponio Amalteo che qui visse nel 1500.


Il palazzo Zuccheri è posto all'esterno della torre Scaramuccia. In cerniera, da un lato il fossato dall'altro la strada che conduce al Tagliamento ove si affacciano una serie di belle facciate di case patrizie. Ripete nella struttura il tipico palazzo veneto.

Il palazzo fatto costruire da Antonio III conte di Altan è tra i più appariscenti della piazza. La magnifica facciata dipinta a finta tappezzeria arricchita da festoni e clipei colorati è opera di Andrea Bellunello da San Vito.

La decorazione a finta tappezzeria, che inizialmente interessava la parte sinistra della facciata e che era conclusa sulla destra da una parasta con finti festoni pendenti e immagini clipeate, fu successivamente estesa anche alla casa contigua. In tale occasione la parasta in questione fu interamente ricoperta con nuovo intonaco e il punto di sutura mascherato con un grande rosone che presenta un motivo a fogliame.

Fu edificato nel corso del seicento in borgo Taliano dove, nel 1603, la famiglia aveva acquistato un edificio. Con alcune modifiche edilizie e l’acquisto dai Cesarini della torre Grimana nel 1751, e con la costruzione dell’oratorio neoclassico dedicato a San Gaetano, il complesso architettonico si venne a definire con la forma attuale. Interessante è il giardino all’italiana, fino al settecento definito "cortivo" delimitato ai lati dalle due barchesse e a est da un muro di forma semicircolare, con tracce di pittura seicentesca. A sud e ad est il complesso è delimitato dalle fosse ed è circondato da mura e da una torre circolare. Notevoli inoltre gli ambienti della biblioteca settecentesca, e le sale abbellite da stucchi e affreschi.

Attualmente il palazzo è di proprietà della Provincia di Pordenone che lo ha destinato a sede del Museo Provinciale della Vita Contadina.