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Aggiornato il: 17/03/2008
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Data: 21 Jan 2008
Autore: Carlo - Categoria: Attualità - Visto: 197

Crediamo si sia trattato di fatti molto gravi, originati dal rifiuto e dalla chiusura ideologica di una ridotta minoranza, che hanno portato il Santo Padre alla decisione di annullare la sua visita all’Università. Per questa sofferta decisione vogliamo esprimere a Benedetto XVI la nostra solidarietà e assicurare ancora una volta la nostra preghiera per il suo ministero a servizio di tutta la Chiesa, di cui ci sentiamo membra vive.

Ci sembra che ogni atteggiamento di intolleranza nei confronti di idee, di impostazioni filosofiche o scelte religiose sia sicuramente da condannare e costituisca motivo di preoccupazione per il futuro della convivenza civile e democratica del nostro Paese. In questa occasione proprio il mondo dell’Università, che dovrebbe essere il luogo del dibattito, del confronto, della ricerca seria e appassionata della verità, ha dimostrato di non essere riuscito a rispondere alle attese e a quello che dovrebbe essere il suo compito principale. Inoltre ci sembra che i media abbiano contribuito ad enfatizzare e spesso a strumentalizzare e a snaturare i fatti rispetto al loro significato originario. Crediamo inoltre che questo episodio costituisca l’occasione per una più profonda riflessione sull’importanza del confronto e del rispetto tra le varie correnti di pensiero e le varie visioni antropologiche presenti nella società, nel mondo della cultura e anche nella politica del nostro Paese. Fu proprio un clima di dialogo e di rispetto che portò alla definizione della Carta Costituzionale, di cui ricordiamo in questi giorni il sessantesimo anniversario della promulgazione. Crediamo sia necessario per il bene comune del nostro Paese, ritrovare una rinnovata capacità di mettersi in ascolto delle ragioni dell’altro, sapendo che a ciascuno deve essere sempre garantita la possibilità di esprimere la propria opinione e che questo è il primo ed imprescindibile passo verso un’autentica libertà, a difesa del bene comune.

Crediamo inoltre che questi fatti siano per noi e per ogni cittadino che voglia porsi a servizio dell’educazione dei giovani una provocazione a riflettere e a rinnovare il nostro impegno perché le giovani generazioni possano essere educate sempre più a rifiutare ogni prevaricazione, a crescere nella libertà e nella capacità di porsi in ricerca della verità, che passa sempre per l’ascolto e l’accoglienza delle posizioni di ciascuno. Come recita il nostro Patto Associativo, rinnoviamo quindi l’impegno “a rifiutare decisamente, nel rispetto delle radici storiche e delle scelte democratiche e antifasciste espresse nella Costituzione del nostro Paese, tutte le forme di violenza, palesi ed occulte, che hanno lo scopo di uccidere la libertà e di instaurare l'autoritarismo e il totalitarismo a tutti i livelli, di imporre il diritto del forte sul debole”.



La nostra esperienza di credenti ci porta poi a riflettere anche sulla malintesa accezione di scienza, di ricerca, di cultura che è più volte emersa nel dibattito di questi giorni, quasi che essa sia qualcosa che necessariamente esclude l’esperienza di fede. Il nostro essere giovani e cristiani ci fa dire che è necessario, è possibile e anche doveroso, in vista di una ricerca autentica della verità, far dialogare scienza e fede, ragione ed esperienza credente. Fare scautismo per noi vuol dire “camminare insieme” nella comune ricerca della propria identità e della propria vocazione. Ciò si può attuare solo componendo insieme i vari aspetti della persona umana, la sua ricerca del bene, del bello, del vero e non creando steccati, barriere e divisioni tra gli uomini e all’interno della persona umana.

E’ questo il senso della presenza in Università dei Clan AGESCI, che costituiscono un segno forte e visibile di come sia possibile vivere il tempo dello studio e della ricerca come occasione di sperimentare fino in fondo il desiderio di autoeducazione, ma anche la fraternità, l’accoglienza dell’altro, il servizio del prossimo che da cent’anni fanno parte costitutivamente del messaggio e dell’esperienza quotidiana della proposta educativa dello Scautismo.

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