Benedetto XVI ha nominato Mons. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.Sostituisce quindi, dopo 16 anni, il Card. Camillo Ruini. Classe 1943, filosofo e assistente scout, è vescovo dal 1998 Angelo Bagnasco è nato a Pontevico, provincia e diocesi di Brescia, il 14 gennaio 1943 da genitori sfollati da Genova per la guerra. Il papà Alfredo lavorava in una fabbrica di pasticceria; casalinga la mamma, Rosa. Ha una sorella maggiore, Anna. La famiglia è rientrata quasi subito a Genova dove Angelo ha frequentato il ginnasio e il liceo classico presso il Seminario arcivescovile. Il 29 giugno 1966 è stato ordinato sacerdote. Si è laureato in filosofia presso l'Università Statale di Genova nel 1979. Vicario parrocchiale dal 1966 al 1985 in una parrocchia di Genova; dal 1986 al '95 è aiuto pastorale con compiti diocesani. Dal 1980 al 1998 docente di metafisica e ateismo contemporaneo alla Facoltà teologica dell'Italia settentrionale, sezione di Genova. Numerosi gli incarichi - tra cui assistente scout - in diocesi e a livello regionale, finché il 3 gennaio 1998 è nominato vescovo di Pesaro e l'11 marzo 2000 arcivescovo metropolita. Dal 2001 è presidente del cda di «Avvenire». Dal 2002 al 2005 è segretario della Commissione episcopale per l'educazione, la scuola e l'università. Il 20 giugno 2003 è nominato arcivescovo ordinario militare per l'Italia. Dal 2005 è segretario della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Il 29 agosto 2006 è nominato arcivescovo di Genova, dov'è entrato il 24 settembre 2006. Il 26 settembre 2006 è stato eletto presidente della Conferenza episcopale ligure. Questo il suo pensiero sullo scautismo: Lo scautismo è un metodo per “la costruzione dell’uomo, l’edificazione della persona che sa andare contro vento, che sa resistere ai colpi della vita, che sa sorridere nelle prove e guarda avanti con fiducia”: lo ha detto mons. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, celebrando sabato scorso in cattedrale il centenario della nascita dello scautismo. Lo stesso mons. Bagnasco ha confidato di essere stato assistente scout per venticinque anni. Lo scoutismo, ha affermato, “è un metodo educativo fatto di aria aperta, di campi e di route, di attività fisiche e spirituali, di gusto della scoperta e di spirito d’avventura. E’ fatto di tappe e di progressione personale, di verifiche individuali e di gruppo”. “Un metodo – ha aggiunto – nel quale la figura e il compito dei capi è decisivo come fratelli maggiori che trapassano nozioni ed esperienze, che sostengono la fatica di crescere, che accompagnano con vigile discrezione e, soprattutto, con l’autorevolezza del proprio esempio”.