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Il saluto dello scout |
Il saluto con cui si riconoscono i membri dell'Associazione e di tutte le associazioni scout del mondo va fatto portando la mano destra all'altezza delle spalle, l'indice, il medio e l'anulare tesi e uniti, il mignolo ripiegato sotto il pollice, il palmo rivolto in avanti. Le tre dita unite ricordano il triplice impegno della promessa. Mentre il pollice che copre il mignolo ci ricorda il nostro impegno ad aiutare gli altri. Il saluto al guidone si fa piegando l'avambraccio sinistro davanti al corpo, all'altezza del petto ed orizzontalmente rispetto al suolo, e portando la mano, atteggiata come detto sopra, a sfiorare - palmo in basso - il bastone del guidone. Poichè il saluto è un segno di riconoscimento dei membri dell'Associazione e ricorda l'impegno della Promessa scout, il novizio Esplorazione/Guida e il novizio Rover/Scolta, se non provenienti dal movimento, non fanno il saluto nè stringono la mano sinistra fino alla Promessa. Il novizio E/G che provenga dal Branco/Cerchio esegue il saluto L/C fino alla Promessa scout. Quando la squadriglia o il Reparto è in marcia ed occorre salutare una autorità o un simbolo, saluta solo il capo squadriglia o il Capo Reparto. La stretta di Mano In tutto il mondo, gli Scouts si riconoscono anche dalla stretta di mano sinistra. E' una tradizione che risale al fondatore, che volle istituire questo "segno segreto" degli Scouts. La mano sinistra viene stretta normalmente, senza incrocio dei mignoli. L'arrivederci scout Anche se la vecchia melodia scozzese "Auld Lang Syne" ripresa dal canto dell'addio, può sembrare un po' triste, l'arrivederci scout non è una cerimonia funebre. Per non renderlo tale e comunque per evitare eccessive commozioni, il canto dell'addio sarà cantato su un ritmo gioioso e rapido, soprattutto il ritornello. Formato il cerchio, e pronunciate alcune parole di saluto ai partenti, il Capo intona il canto dell'addio, di cui la prima strofa viene cantata senza posizioni particolari. All'inizio della seconda strofa ("Formiamo una catena...") e per materializzare le parole del canto, ciascuno incrocia le mani dinanzi a sè e prende con la mano sinistra la mano destra del vicino di destra. In questa posizione, ogni volta che ricorre la parola "Arrivederci" del ritornello dopo la seconda e dopo la terza strofa si esegue un movimento in alto delle braccia (sillaba "ar") seguito subito da uno in basso (sillaba "ri")
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