LA CASA DEI MISTERI
NOTE
L’ambientazione di questo campo invernale è stata ideata dal Consiglio Capi, che ha chiesto di vivere un campo misterioso, nel quale la fine non fosse la solita vittoria dei buoni sui cattivi, ma che il finale restasse in sospeso fino all’ultimo, una specie di triller.. Così i capi sq hanno chiesto ai capi Reparto di ideare una storia, offrendosi di aiutarli nella gestione dell’ambientazione, facendo finta di essere all’oscuro di tutto ...animando le loro squadriglie insomma. Perché la sorpresa al campo fosse maggiore, il Consiglio Capi ha deciso che a casa doveva essere lanciato un tema del campo totalmente inventato: Saranno Famosi
PROLOGO
Una volta, il Casello della Guardia era una caserma della Guardia di Finanza, un distaccamento del comando della zona di Sacile. Al tempo della prima guerra mondiale, quando il confine dell’Italia attraversava il bosco del Cansiglio, la caserma costituiva un avamposto di fondamentale importanza per le forze italiane. Finita la guerra, la Finanza l’aveva mantenuta operativa per controllare i traffici e reprimere i fenomeni di contrabbando e di bracconaggio.
Col tempo, poi, il nome del Casello della Guardia divenne tristemente noto a causa di una serie di crimini rimasti tutti irrisolti, avvenuti molti anni fa, in cui avevano perso la vita alcuni frequentatori del Casello.
Gli omicidi erano accaduti in anni diversi, ma sempre nello stesso periodo, tra Natale e Capodanno, quando la maggior parte dei militari andava in licenza e in caserma restavano in pochi. La polizia non era mai riuscita a venire a capo di nulla, e tutte le indagini svolte erano state archiviate.
Nel 1919, la sera del 28 dicembre, il Comandante della caserma stava cenando con la moglie. Non c’era nessun altro, tutti gli altri finanzieri erano stati mandati a casa dalle proprie famiglie. Qualche giorno dopo, visto che dal Casello non arrivavano più comunicazioni via telegrafo, il comando di Sacile mandò una truppa a vedere se tutto era a posto. Giunti alla caserma i militari trovarono la porta aperta, la tavola ancora imbandita, le sedie rovesciate, ma non c’era nessuno. Cercarono un po’ nel bosco attorno e, ai piedi di un albero, trovarono i corpi senza vita del comandante e di sua moglie. Il medico legale non riuscì a capire il motivo della morte. Nessuna ferita, nessun segno di strangolamento, nessuna traccia di veleno…sembrava morte naturale. I carabinieri che indagarono non trovarono nessun indizio e ben presto il caso fu archiviato.
Nel 1924, la sera del 26 dicembre, alcuni militari rimasti di guardia avevano appena finito di cenare e, stanchi, se ne andarono tutti a letto. Rimase sveglia solo la vecchia cuoca della caserma. Quando i finanzieri salirono nelle camerate la videro mentre sparecchiava la tavola dove avevano consumato la cena di S. Stefano. La rividero la mattina successiva, quando era già morta, e il suo corpo giaceva ai piedi di quello stesso albero dove, qualche anno prima, erano stati ritrovati i corpi del comandante e di sua moglie. Anche questa volta il medico legale non fu in grado di stabilire l’esatta causa della morte. Sembrava, quasi, che la vecchia cuoca avesse deciso di andare a morire sotto quell’albero.
Nel 1931, la sera del 29 dicembre, era di guardia un giovane finanziere. Gli toccava l’ultimo turno, poi la mattina un collega gli avrebbe dato il cambio. Ma quando il suo collega andò per rilevarlo, non lo trovò. Subito diede l’allarme, partirono le ricerche anche se un po’ tutti sapevano dove l’avrebbero trovato. Infatti, il suo cadavere fu rinvenuto sotto quell’albero maledetto. A differenza degli altri casi, però, fu possibile stabilire la causa del decesso. Una profonda ferita inferta con una arma da taglio, più probabilmente una falce, gli aveva quasi spezzato il collo. Questa volta le indagini dei carabinieri furono molto più serrate. Vennero arrestati anche un paio di contadini della zona, ma tutti poi riuscirono a dimostrare la loro totale estraneità ai fatti.
I giornali parlavano del “Mistero del bosco del Cansiglio”, la caserma era ormai chiamata la “Casa dei misteri”, e nei paesi vicini gli abitanti erano sicuri che il bosco fosse abitato dai fantasmi, e nessuno mai osava andarci di notte, soprattutto nelle notti tra Natale e Capodanno.
Il Comando generale della GdF decise di chiudere la caserma, anche perché, ormai, nessuno più accettava di prestarvi servizio.
Passarono alcuni anni, la caserma era ormai abbandonata e veniva usata, saltuariamente, soltanto dai pastori che portavano le loro greggi a pascolare nel bosco. La usavano per lo più come bivacco d’emergenza, deposito dei viveri. Mai vi dormivano poiché, conoscendone la fama, non si fidavano di quel posto. In ogni caso mai vi si avvicinavano nel periodo tra Natale e Capodanno.
Un anno, nel 1949, però, proprio in una di queste notti, una giovane osò entrare nel Casello per passarvi la notte. Si trattava di una speleologa americana venuta in Italia per una ricerca che, tra l’altro, prevedeva lo studio delle caratteristiche della roccia del Cansiglio. Una sera, mentre cercava la strada per tornare al paese di Cordignano, venne sorpresa dalla nebbia, che su quel bosco, quando cala, è talmente fitta da non permettere di vedere a un palmo dal naso. La speleologa cercò un po’ e così arrivò al Casello e decise di passarvi la notte. Essendo straniera non aveva mai sentito parlare della “Casa dei misteri”. In quella notte rimase uccisa, ma i carabinieri non riuscirono a scoprire niente di niente. Non poterono far altro che constatare che anche il suo corpo si trovava ai piedi dell’albero.
Per molti anni, poi, nessuno avvicinò quella casa maledetta, e non si verificò più alcun crimine. Col tempo le storie sulla “casa dei misteri” diventarono leggende e se ne parlò sempre di meno. Nessuno, comunque, osava mai addentrarsi nel bosco in una notte tra Natale e Capodanno.
Passò ancora molto tempo quando, casualmente, una scrittrice canadese sentì parlare dei crimini accaduti in quella casa e decise di compiere delle ricerche per poi scriverne un libro. Una volta giunta in Italia, si recò subito nei paesi della valle per cercare di scoprire qualcosa. Solo i più anziani, oramai, si ricordavano di quei fatti. Pochi erano disposti a parlarne. Ad ogni modo, tutti sconsigliarono alla scrittrice di avvicinarsi al Casello. Ma lei non si fermò. Pensava si trattasse di semplici leggende e nella notte del 28 dicembre 1970 salì alla vecchia caserma. Giorni dopo trovarono il suo corpo privo di vita nel bosco, vicino al Casello, ai piedi del famoso albero. Ovviamente le indagini non diedero alcun risultato e, come tutte le precedenti, furono ben presto archiviate…
EVOLUZIONE
Il Reparto parte alla volta del Cansiglio convinto che il tema del campo sia “Saranno famosi”. Per l’occasione, le squadriglie rappresenteranno diverse scuola di danza, che, in un’apposita Accademia, davanti ai migliori maestri al mondo, si esibiranno e si sfideranno tra loro per conquistare l’ambitissimo “Fame 2004”.
Ogni Scuola di danza dovrà preparare un proprio spettacolo (musica e/o ballo e/o recitazione). I maestri (i Capi) formeranno la giuria che assegnerà il premio.
La prima sera avranno inizio le audizioni.
Il secondo giorno non si fa più riferimento all’ambientazione “Saranno famosi”. La giornata inizia normalmente in stile scout. Le squadriglie vengono chiamate con il loro nome e non con quello delle Scuole di danza. I capi sono in uniforme. Dopo colazione e dopo il momento di catechesi, le squadriglie vengono fatte partire per le missioni.
Nei posti dove arrivano, tutte le squadriglie troveranno dei pezzi di giornali molto vecchi, in cui sono riportate notizie circa quello che era successo nella vecchia caserma del Cansiglio, il “Casello della Guardia”. (I pezzi di giornale erano stati consegnati, di nascosto, ai capi sq., che, senza farsi vedere, una volta giunti nel posto prefissato, li hanno nascosti e, poi, li hanno fatti trovare al resto della sq.)
Tornate dalle missioni le squadriglie raccontano cosa è successo e cosa hanno trovato. Non si dà troppo peso alla cosa, anzi, il maestro di arte drammatica coglie al volo l’occasione e propone che, nella serata, ogni Scuola rappresenti la leggenda di cui è venuta a conoscenza.
Durante la sera o a fine serata, si fa qualcosa per spaventarli un po’ (Questo almeno era il progetto, ma non è stato necessario).
Il Reparto va a dormire, si ferma il Consiglio Capi, che realizza un filmino, nel quale, all’inizio sono ripresi i capi e i capi sq attorno al caminetto che scherzano, ad un certo punto si sente bussare, dopo un po’ di panico, un capo va ad aprire, la telecamera lo segue e si addentra nel bosco. Sul tipo del film b.w.p. si arriva in mezzo al bosco dove, attorno ad un albero, in piedi e di spalle ci sono 6 persone. Sono i fantasmi delle 6 persone morte, secondo il “Mistero del bosco”. Sono vestite a seconda del personaggio che rappresentano. La telecamera si ferma, ad un tratto i 6 fantasmi si girano, i 6 fantasmi hanno i volti dei capi squadriglia.
Il giorno seguente, dopo il momento di catechesi, i Capi stanno per proporre qualcosa legato all’ambientazione “Saranno famosi”, ma i capi sq dicono che ormai non gli interessa niente, vogliono scoprire cosa c’è dietro il “Mistero del bosco”. Così, prendendo spunto da alcune notizie riportate dai giornali, viene organizzato una missione – gioco, alla fine della quale viene scoperto un nastro (audio).
Lo si ascolta e non si capisce niente, sembrano tipo dei versetti satanici, infatti ascoltandolo all’incontrario…(si dovrà prima scrivere il testo e poi capovolgerlo). Una volta tradotto, si capisce che si tratta di un messaggio lasciato dalla Strega del bosco. Essa si complimenta con noi per il coraggio dimostrato nell’aver osato dormire al suo Casello nelle notti comprese tra Natale e Capodanno e ci lancia una sfida. Ci lascerà andare via senza uccidere nessuno se, entro un certo tempo, riusciremo a scoprire come e dove sono scomparsi i fantasmi del Casello e, soprattutto, se riusciremo a scoprire i loro volti. Ci dà un aiuto in più, per scoprire la verità dobbiamo “giocare a Mysterius”.
Nel pomeriggio giochiamo a Mysterius, una specie di gioco dell’oca per squadriglie. Al termine del gioco, la squadriglia che vince rinviene una videocassetta.
Rientriamo tutti in casa per vedere la videocassetta, che mostra il filmato girato la sera precedente. |